Fibre Tessili Artificiali
Introduzione.
Le fibre artificiali sono ottenute partendo da prodotti naturali, quali la
cellulosa e le proteine.
Si ottengono trattando la cellulosa naturale di piante diverse (la stessa che costituisce le fibre vegetali),
opportunamente trasformata e sciolta con solventi, le soluzioni ottenute, filtrate attraverso forellini
piccolissimi, vengono raccolte in un bagno di coagulo che fa rapprendere la sostanza di partenza e
successivamente filata sotto forma di fibra tessile in filo continuo oppure in fiocco (fibra discontinua).
L'inizio dell'industria delle fibre artificiali risale circa al 1984, quando in Francia fu fondata una società
per la preparazione di fibre attraverso il procedimento di filatura e coagulazione, sotto forma di fili, di
soluzioni dense di nitrocellulosa.
Questi fili furono chiamati seta artificiale perché, nonostante la diversa natura, avevano la stessa
lucentezza della seta. Successivamente si è cercato di produrre fibre artificiali partendo da proteine
animali (latte) o vegetali (soia).
Coprono attualmente in Europa circa l'11% dei consumi dell'industria tessile.
Proprieta'.
Non sono fibre molto resistenti, si tingono facilmente ma tendono a scolorire. Si stropicciano facilmente e,
se non sono stati posti a trattamenti specifici, si possono restringere o allentare. Trattengono il
calore del corpo e non sono molto assorbenti: questo li rende poco indicati per la confezione di abiti
estivi. L'aspetto di questi tessuti è serico e si modellano bene, pertanto sono ideali nella confezione
di abiti con drappeggi. Si possono usare per biancheria intima, abiti, bluse e fodere.
Rayon viscosa.
E’, tra le fibre artificiali, quella di più largo uso; viene prodotta da linters di cotone o pasta di legno per dissoluzione della cellulosa, previamente trattata con solfuro di carbonio, in soluzione di soda caustica.
Questa soluzione, denominata "viscosa", viene fatta passare (estrusione) attraverso una piastra forata (filiera) e le bavelle che fuoriescono coagulano in un bagno di acido solforico formando dei fili di lunghezza indefinita
composti da cellulosa pura; questi filamenti possiedono le medesime proprietà chimiche della cellulosa originaria ma con un più basso grado di polimerizzazione.
Da Cellulosa a Viscosa tramite il trattamento con soda caustica e solfurop di carbonio
I fili di cellulosa rigenerata, dopo essere stati sottoposti ad una serie di trattamenti quali lavaggio, candeggio, essiccamento, torcitura ecc.
ed essere stati avvolti in bobine o matasse, sono pronti per la tessitura. Oltre che in fili, il rayon viscosa può essere prodotto anche in fiocco (massa di filamenti di lunghezza paragonabile a quella delle fibre naturali).
Questa fibra ha un aspetto brillante e può essere opacizzata con aggiunta di biossido di titanio; le sue caratteristiche principali sono:
- Elevata igroscopicità. Tendenza ad assorbire l'umidità superiore a quella del cotone; questa caratteristica costituisce uno dei maggiori inconvenienti della fibra che, ad elevati tassi di umidità ambientale, può subire deformazione;
- Scarsa elasticità;
- Scarsa resistenza agli acidi, alla luce ed ai microrganismi;
- Buona resistenza alle tarme, al ferro da stiro, ai solventi organici ed al candeggio.
Il rayon viscosa in fili è adoperato per biancheria intima, camiceria, foderami, ecc.; in fiocco è utilizzato da solo o in mischia con lana, cotone e poliestere in tessuti per abbigliamento.
Rayon cuproammoniacale.
Questo prodotto, denominato anche Bembery, si ottiene da linters di cotone o pasta di legno trattati con soluzione acquosa di solfato di rame e ammoniaca che solubilizza la cellulosa. Questa soluzione viscosa, dopo filtrazione, viene trafilata e coagulata in ambiente di acido solforico come il rayon viscosa. Il rayon cuproammoniacale può essere prodotto in filo ed in fiocco e possiede caratteristiche chimico - fisiche simili a quelle del rayon viscosa; all'aspetto e al tatto ricorda molto la seta e viene quindi adoperato per foderami, per tessuti d'abbigliamento (rasi, taffetas, jersey, ecc.) e per l'arredamento (broccati, damaschi, ecc.) dove si vuole ottenere dal tessuto un effetto tipicamente serico.
Rayon all'acetato.
Viene fabbricato anch'esso da linters di cotone o cellulosa di legno; il prodotto finito non è costituito da cellulosa pura, come nei due tipi di rayon descritti in precedenza,
ma contiene alcuni radicali provenienti dall'acido acetico (CH3-COOH) con cui la cellulosa pura viene fatta reagire (con formazione di esteri di cellulosa) prima di passare alla filatura a secco da una soluzione acetonica. Ha caratteristiche chimiche e fisiche assai diverse dalle fibre di cellulosa rigenerata (viscosa e cuproammoniacale) e, tra le fibre artificiali e sintetiche, è quella che più si avvicina alla lana. Il rayon all'acetato è solubile nei solventi organici e non può essere quindi lavato a secco; risulta poco resistente alle soluzioni alcaline e a quelle acide concentrate ed è meno infiammabile delle altre fibre cellulosiche; viene prodotto in filo ed in fiocco e trova buon impiego sia nel campo dell'abbigliamento che dell'arredamento.
Fibre artificiali proteiniche.
La più nota delle fibre artificiali proteiniche è quella che si prepara dalla caseina del latte e prende la denominazione di Lanital, se prodotta con brevetto italiano.
Lanital.
Fibra proteinica tratta dalla caseina, la proteina del latte, scoperta nel 1935, dall'italiano Ferretti. Era l'anno delle sanzioni e dell'autarchia che propagandava l'autosufficienza dell'Italia. Prodotta dalla Snia Viscosa, nel '37, sostituì parzialmente la lana, raggiungendo le 1200 tonnellate. La statunitense Atlantic Research Associates Inc. compì ricerche indipendenti, giungendo alla formula parallela dell'Arlac: nel '43 ne produsse 5 mila tonnellate.
La tecnica di produzione della fibra è analoga a quella del rayion e prevede la solubilizzazione della caseina del latte in soda caustica, la trafilatura della soluzione e la coagulazione del filo in soluzione acida.
Questa fibra ha caratteristiche e struttura molecolare simili a quelle della lana tuttavia viene impiegata soltanto in mischia con altre fibre naturali, artificiali o sintetiche, ha convincenti risultati di calore, morbidezza, mano ed e' poco attaccabile dalle tarme.