Fibre Tessili: caratteristiche
Le fibre tessili per poter essere lavorate devono presentare alcune importanti caratteristiche sia di tipo oggettivo che soggettivo; tali proprieta' o caratteri possono essere elecante in tre categorie:
Caratteri Morfologico-Organolettici
- Lunghezza: una fibra per essere filata ha bisogno di una lunghezza minima di 5 mm, le fibre più corte sono quelle del lino, le più lunghe quelle della seta e le sintetiche, perché prodotte in un unico filamento.
- Finezza: si misura con il titolo che esprime il peso in rapporto a una determinata lunghezza del filo. Per la seta, in Italia, il titolo si esprime in den, equivalente al peso di 450m di filo misurato in denari. Il denaro è un'unità di misura più piccola del grammo, infatti 1 den è pari a 0,05 g. Un'altra unità di misura del titolo è il tex, che esprime il peso di 1000 m di filo espresso in grammi.
- Lucentezza: è data dalla rifrazione e dalla riflessione della luce sulla superficie della fibra; quindi, più questa è uniforme, maggiore sarà la sua lucentezza;
- sofficita', morbidezza e voluminosità: questi caratteri organolettici vengono normalmente riassunti in un
unico termine, cioè la "mano" della fibra. Una fibra ha mano sostenuta se al tatto risulta rigida e poco soffice;
ha invece mano lenta se è morbida ed elastica alla pressione. Un tessuto prodotto con fibra di mano troppo
sostenuta è rigido, se è prodotto con una fibra di mano troppo lenta è cascante.
Il concetto di mano è stato definito in molti modi, i più significativi dei quali sono stati riportati qui di seguito:- tocco: la qualità di un tessuto o di un filato valutata attraverso la reazione prodotta dalla sensazione del "tocco"
- una sensazione soggettiva quando il tessuto è palpato tra le dita ed il pollice
- l'insieme delle sensazioni prodotte nel momento in cui una superficie tessile è maneggiata attraverso il tocco, la flessione tra le dita, il far scorrere le dita sulla superficie stessa e così via
- cio' che la sensibilità dell'uomo valuta dalle proprietà meccaniche di un tessuto.
Come possiamo osservare dalle definizioni di mano viste sopra, alcune di esse sono legate esclusivamente al "tocco" del tessuto altre tengono conto anche di altre sensazioni. Un fondamentale contributo in questo settore fu dato dal professor Kawabata e dalla professoressa Niwa i quali realizzarono la strumentazione KES, di cui daremo successivamente descrizione; essi individuarono dei descrittori di "mano" avvalendosi del giudizio di esperti nell'ambito dell'HESC (Hand Evaluation and Standardisation Committee) e correlarono giudizi e misure meccaniche ottenendo, per ogni descrittore di mano individuato, un'equazione in cui tale descrittore era calcolato in funzioni dei parametri meccanici misurati.
Tabella 1 Descrittori delle espressioni "primarie di mano" per tessuti uomo invernaliGiapponese Italiano Definizione KOSHI rigidita' Sensazione legata molto alla rigidita' di flessione. Un Tessuto che presenta una densita molto compatta, e' realizzato con filati elastici ed ha un valore molto alta. NUMERI senso di liscio Sensazione fornita dalla combinazione di liscio, cedevole e morbido: i tessuti ci cashmere presentano alti valori. FUKURAMI pienezza e sofficita' Sensazione che proviene da un insieme di impressioni quali la voluminosita' e la pienezza. Proprieta' elastiche elevate ottenute con la prova di compressione unite ad un senso di calore, sono grandemente legate a questa sensazione. In definitiva la "mano" del tessuto e' la sintesi delle caratteristiche e delle qualità di un tessuto sulla base delle seguenti considerazioni: adattabilità al corpo umano, sensazione tattile della Superficie ed il comfort durante l'uso. Inoltre concorrono anche a definire la "mano" del tessuto: l'aspetto e come "casca" l'abito quando è indossato.
L' espressione primaria di "mano" e' Yk che è funzione delle caratteristiche meccaniche misurate:
Yk = Co + ∑ Ci xi Yk = valore dell'espressione primaria di "mano" Co, Ci = costanti calcolate da Kawabata per ogni sensazione primaria xi = deviazione del valore del parametro meccanico misurato dalla media della popolazione, messo in forma di deviazione standard
Pertanto:
xi = (Xi - Mi) / σi Xi = valore del parametro meccanico misurato Mi = valore medio del parametro meccanico misurato per una popolazione di n tessuti σi = deviazione standard di Xi
Caratteri Fisico-Meccanici
- Igroscopicità: Esprime la maggiore o minore attitudine delle fibre tessili ad assorbire e trattenere acqua. L’igroscopicità di una fibra si misura in base alla percentuale massima di acqua che può assorbire senza apparire bagnata. In relazione all’igroscopicità è il tasso di ripresa che rappresenta la massima percentuale di acqua che una fibra può contenere per essere commercializzata. Si misura in percentuale sul peso secco del materiale, cioè la quantità in grammi di acqua assorbita a 20°C da 100 g di fibra, precedentemente essiccata, esposta per un’ora a un’umidità relativa pari al 65%.
- Resistenza Termica: Rct [K * m2/ W] Per la misura della resistenza termica, il flusso di calore che attraversa il campione di tessuto è misurato quando sono state raggiunte le condizioni stazionarie di prova: velocità dell’aria 1 m/s, temperatura ambiente 20 °C e umidità relativa di 65 %. Il campione da testare è collocato su una piastra riscaldata elettricamente e sul quale viene fatto passare un flusso d’aria con una velocità di 1m/sec. W = peso del tessuto in g/m2.
- Comportamento alla combustione: Le fibre naturali animali bruciano lentamente emanando un odore di corno bruciato, per la presenza della cheratina, e lasciano residui di combustione friabili e carboniosi; le fibre naturali vegetali bruciano velocemente, con fiamma viva, lasciando un odore di carta bruciata, per la presenza della cellulosa, e ceneri impalpabili; le fibre artificiali si comportano come quelle naturali, a seconda della loro origine; le fibre sintetiche bruciano con fumo denso e acre e con fiamma verdognola, lasciando ceneri dure; delle fibre minerali, l’amianto non brucia ma diventa incandescente e poi fonde. Il cotone, le fibre artificiali cellulosiche, le fibre sintetiche poliammidiche e poliesteri sono quelle più infiammabili;
- Feltrabilita': consiste nella saldatura delle fibre fra loro per effetto combinato del calore e dell’umidità. Essa è una proprietà delle fibre animali in genere, per la loro struttura a scaglie;
- Coibenza: è la proprietà di essere isolanti al calore e dipende dalla conduttività termica. La lana e la seta sono le più coibenti;
- Tenacita': indica il carico, espresso in grammi, necessario a rompere un filo di finezza standard, cioè di un den o un tex. Dipende dalla cristallinità della fibra e aumenta passando dalla lana alla seta e dal cotone al lino;
- Resilienza: è la capacità di opporsi all’immagazzinamento di energia meccanica, cioè di deformarsi senza subire un cambiamento dimensionale permanente;
- Elasticita': è la capacità di una fibra, sottoposta a torsione, compressione, flessione e trazione, di deformarsi in modo reversibile.
- Flessione: per flessione si intende la "Rigidità di Flessione", il simbolo è B e l’unità di misura µN*m2/m oppure si intende "Isteresi di Flessione", il simbolo è 2HB e l’unità di misura mN*m/m.
- Spessore: viene misurato lo spessore a 0.5 g/cm2 il simbolo è T e viene misura in mm
- Resistenza al Vapor d'Acqua: Ret [Pa*m2/W]
- Indice di Permebilita al Vapor d'Acqua: e' definito come rapporto Rct/Ret (rapporto tra resistenza termica e resistenza al vapor d’acqua)
Caratteri Fisiologici
I caratteri fisiologici riguardano le reazioni che le fibre tessili possono provocare sul corpo umano. Queste reazioni dovute a proprietà fisiche e chimiche della fibra possono facilitare la vestibilità di una fibra. I caratteri fisiologici non sono oggettivi e quindi quantificabili, ma soggettivi, variando da persona a persona.
- Allergenicità: Le fibre naturali sono senz’altro più ipollargeniche di quelle artificiali e sintetiche, creano cioè meno problemi di allergie e irritazioni al contatto con la pelle. Un discorso a parte va fatto per la lana se non è molto soffice; la sua pelosità, infatti, può creare sulla pelle sensazioni spiacevoli o irritazioni. Inoltre le fibre naturali possono dare allergie se sono trattate con appretti sintetici (sostanze di rifinitura dei tessuti con le quali si conferiscono caratteristiche quali ispessimento, impermeabilità, ininfiammabilità, ingualcibilità ecc.).
- Senso di caldo o di fresco: Dipende sia dalla coibenza della fibra sia da fattori strutturali e morfologici. La lana per esempio è molto coibente perché avendo una struttura arricciata parzialmente feltrata, racchiude un grande volume d’aria, che è un buon isolante termico. Inoltre essendo una fibra molto igroscopica assorbe umidità dall’aria emettendo il calore latente di condensazione che contribuisce a dare un senso di caldo al corpo. La lana essendo un isolante termico può essere utilizzata anche per indumenti estivi.
- Vestibilità: E’ un carattere molto soggettivo. Un indumento può avere una buona vestibilità per un individuo ed essere insopportabile per un altro.





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