L'Ortica: prove sperimentali
- Prove Sperimentali
- Micorpropagazione
- Estrazione Fibra
- Filatura
Prove sperimentali in campo con Ortica dioica
A partire dal mese di Giugno-2006 nel campo sperimentale di ortica dioica, con cadenza settimanale, sono state prese
misure (lunghezza dei fusti, diametro, varie fasi fenologiche), su alcune "piante campione".
Ortica: misure nel campo sperimentale
Ortica: piante campione di ortica dioica
Queste misure ci serviranno per capire la velocità di crescita della pianta, la lunghezza massima che i fusti raggiungono durante
il periodo vegetativo ed il diametro massimo delle piante. Questi parametri sono molto importanti nell'ottica di un
processo industriale di estrazione della fibra.
Micropropagazione dell'ortica
Nell'autunno del 2005 sono state acquisite dall'Università di Hamburg 50 piante di
ortica da fibra (clone 13) da destinare alla moltiplicazione. Tale piante sono state
date alla sezione di Bologna dell'Ibimet che ha messo a punto il protocollo di micropropagazione
e di propagazione per talea. Tale attività proseguirà nel 2006 al fine di giungere ad un numero di
piante tali da poter realizzare un campo sperimentale.
Ortica: cassone di propagazione per talea
L'ortica si propaga agevolmente per talea,
alcuni accorgimenti tecnici favoriscono l'ottenimento di piante omogenee e di rapido sviluppo.
Per favorire la radicazione si può utilizzare una soluzione di IBA (acido indolbutirrico) di 2g/litro
nella quale immergere la base delle talee per 30 secondi. Un substrato ottimale per l'emissione delle
radici è l'
agriperlite. Se le talee sono prodotte in periodo
invernale è conveniente fare ricorso al
riscaldamento basale. Dopo 10-12 giorni le talee sono pronte per essere trasferite in contenitori alveolari
con terreno (50% torba, 30% terra, 10% sabbia, 10% agriperlite) in attesa del trasferimento a dimora.
Per la conservazione dei cloni migliori e per il mantenimento dello stato fitosanitario ottimale delle piante
è conveniente la coltura in vitro. Con questa tecnologia è infatti possibile mantenere e propagare le
piante sane, senza contatto con microrganismi. E' quindi consigliabile preservare i genotipi originali
Ortica: coltura in vitro
in vitro per la produzione delle piante madri da cui procedere alla propagazione massale per talea. Per
l'ottenimento di colture idonee si procede alla decontaminazione superficiale di apici vegetativi con
ipoclorito di sodio, quindi all'esecuzione di 2-3 subcolture per eliminare i propaguli inquinati da
microrganismi.
Ortica: coltura in vitro (particolare)
Dopo poche settimane è possibile moltiplicare i germogli su un substrato contenente sali
minerali e vitamine di Murashige e Skoog (MS, 1962), 0,1 mg/l di IBA e 0,7-1,0 mg/l di BAP (benziladenina).
Il tasso di proliferazione è tra 4 e 5. Il ritmo della subcoltura è di circa 20 giorni. La radicazione si
ottiene in due settimane su substrato privo di regolatori di crescita o contenente 0,3 mg/l di IBA.
Dopo 20 giorni le piantine con radici sono trasferibili all'esterno.
Prove sperimentali di estrazione della fibra di ortica
A partire dal mese di Luglio sono stati prelevati steli di ortica per l'estrazione della fibra.
Con i campioni presi è stata estratta la fibra di ortica con il metodo chimico seguendo un protocollo
di estrazione messo a punto per la canapa. Il processo di estrazione consiste di due fasi distinte.
Nella prima fase avviene la bollitura degli steli (gli steli di ortica vengono messi a bollire in acqua
per 1 ora con carbonato di sodio (Na2CO3). La quantità di carbonato di sodio è di 35g per ogni 10 litri di acqua.
Dopo che la bollitura è terminata gli steli vengono decorticati e successivamente il tutto viene messo nuovamente a
bollire con NaOH (20 grammi per ogni litro di acqua).
Ortica: materiale decorticato.
L'operazione finale consiste nel passaggio di acqua a grande pressione sul materiale decorticato che ha subito la bollitura. Nell'ultima fase, con il passaggio di acqua , si scioglie la cuticola esterna della pianta e ciò che rimane è fibra.
Ortica: fibra non cardata
Dopo l'estrazione della fibra con metodo chimico, il materiale estratto e' stato fatto "cardare". Con il termine cardatura si intende il processo che "Consiste nel liberare dalle impurità, districare e rendere parallele le
fibre tessili, al fine di permettere le successive operazioni di filatura". La cardatura è stata fatta da una ditta di Vaiano in provincia di Prato.
Ortica: fibra cardata
Ortica: fibra cardata
Oltre che con il metodo chimico, si stanno svolgendo prove di macerazione con altri metodi.
Macerazione in Acqua a Temperatura Ambiente
Macerazione in acqua a temp. ambiente
Per la macerazione in acqua, abbiamo provato con due campioni diversi. Una prima macerazione è stata
effettuata mettendo in acqua a temperatura ambiente dei rametti di ortica con foglie.
I tempi di macerazione sono durati circa cinque giorni, e un'altra prova è stata fatta mettendo in acqua
rametti di ortica senza foglie i tempi di macerazione sono durati cinque-sei giorni. Una volta finita
la macerazione il materiale è stato lavato in acqua e ripulita la parte corticale (materiale di scarto) dalla fibra.
Macerazione all'Aria
Macerazione all'aria
Per la macerazione all'aria, è stato messo del materiale vegetale di ortica sul terreno a macerare,
i tempi sono lunghi, dell'ordine di mesi e la macerazione è ancora in atto.
Nell'ambito del progetto, nel mese di Luglio sono stati presi contatti con il Dipartimento di farmacia
dell'Università degli Studi di Firenze per analizzare le proprietà della fibra di ortica dioica.
Nel mese di settembre sono state effettuate delle analisi preliminari per la determinazione del contenuto
di sostanze anti-ossidanti e anti-batteriche su fibra estratta con il metodo chimico. La collaborazione con
il dipartimento di farmacia sta continuando e le analisi verranno fatte anche su campioni di fibra estratti
solo con acqua, sia su ortica spontanea sia su ortica da fibra (del nostro campo sperimentale) per vedere se
ci sono cambiamento nel contenuto di sostanze all'interno della fibra.
Attualmente stiamo estraendo fibra con il metodo chimico di ortica spontanea per confrontare diverse rese
tra la spontanea e quella coltivata e per vedere, una volta ottenuto un certo quantitativo di fibra il
grado di filabilità della fibra e la fattibilità di tessitura. In questa ultima fase ci stiamo avvalendo
della collaborazione di una ragazza del corso di laurea in "Progettazione della moda e del costume" della
Facoltà di Architettura. che sta svolgendo una stage presso il nostro Istituto.
Sperimentazione di filatura dell'ortica
La
filatura è l'insieme di operazioni per mezzo delle quali dalle fibre si ottiene un filo di lunghezza indefinita detto filato; questi è caratterizzato da tenacità, resistenza ed elasticità.
Filatura Ortica: preparazione stoppino
Filatura Ortica: preparazione stoppino
Filatura Ortica: Cardatura
Ortica: filato in matassa e fusi
Ortica: una rocca di filato
Tessuto in ortica (Comp: 70% ortica; 30% lana)
Realizzato con telaio manuale da Giulia Ciuoli